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La cantaride: da afrodisiaco ad antitumorale? di Vittorio Iammarino

Cantaride: from aphrodisiac to anticancer agent? by Vittorio Iammarino

​​​La Cantaride officinale (Lytta vesicatoria L., 1758) è un coleottero appartenente alla famiglia delle Meloidae, conosciuta fin dall'antichità per la produzione di Cantaridina, sostanza originariamente usata come afrodisiaco e veleno, ma anche come ingrediente culinario. L'insetto si trova comunemente in tutta l'Europa meridionale e in Africa settentrionale: vive su frassini, pioppi, aceri e persino ulivi.
Il primo a descrivere gli effetti della cantaride è stato il greco Nicandro (II sec. a.C.). Da allora molti altri autori hanno descritto in dettaglio le proprietà della polvere ottenuta da questo insetto, descrivendo le sue diverse proprietà biologiche.
Le cantaridi sono presenti in molte edizioni delle Farmacopee Ufficiali di vari paesi attraverso i continenti e nei principali manuali di terapia e farmaceutica. In tempi recenti alcuni dei derivati del farmaco estratto dall'insetto sono stati ipotizzati come importanti agenti antitumorali.
Lo scopo di questa ricerca è ricostruire, attraverso la consultazione di testi antichi e moderni, il cammino di questa sostanza nel corso dei secoli, evidenziandone le proprietà e gli usi più originali, senza trascurare l'aspetto scientifico delle sue applicazioni.

Cantaride officinale (Lytta vesicatoria L., 1758) is a beetle belonging to the Meloidae family, known since ancient times for the production of Cantharidin, a substance originally used as aphrodisiac and poison, but also as a cooking ingredient. The insect is commonly found throughout Southern Europe and North Africa: it lives on ash, poplar, maple and even olive trees.
The first to describe the effects of Cantaride was the Greek Nicandro (II century BC). Since then, a number of other authors have reported in detail the properties of the powder obtained from this insect, describing its various biological properties.
​Cantaridi are present in many editions of the
Official Pharmacopoeia​​ of various countries across continents, and in the major therapy and pharmaceutical manuals. In recent times, some of the derivatives of the drug extracted from the animal have been hypothesized as important anticancer agents.
The aim of this research is to reconstruct, through the consultation of ancient and modern texts, the path of this substance over the centuries, highlighting its most original properties and uses, without neglecting the scientific aspect of its applications.



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