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Quatre trésors de la biu-santé, pôle pharmacie, di Olivier Lafont

Four treasures gathered in the Pharmacy pole of the BIU Santé in Paris, by Olivier Lafont

È necessario fare una scelta tra i molti tesori custoditi da questa biblioteca che è l'erede di quella degli speziali parigini. Due tesori vanno segnalati per la loro origine eccezionale. Si tratta di due opere stampate a Strasburgo nel XVI secolo.
La prima è una copia del “De Materia Medica” di Dioscoride che si distingue per gli splendidi capilettera che illustrano ciascuno un episodio biblico. E’ un dono fatto da Iohannes du Boys, farmacista del fratello di re Enrico III, il duca di Alençon. Questo speziale è anche l’autore di un libro intitolato “In Methodum Miscendum Medicamentorum”.
Quanto al secondo tesoro è una raccolta di diverse opere, principalmente scritte da Valerio Cordo, che faceva parte di una donazione di nove libri fatta da un gruppo di farmacisti parigini. Questo dono, nel 1570, è considerato il fondamento della biblioteca degli speziali. Anche il 17° secolo è rappresentato da un esemplare unico di 208 pagine di bozze della seconda edizione della “Histoire Générale des Drogues” di Pierre Pomet, arricchite da numerose annotazioni scritte dall'autore stesso. Questa edizione non fu portata a termine a causa della morte di Pierre Pomet nel 1699. Dello stesso secolo, in ragione della sua importanza storica, si può citare la copia degli “Essays” di Jean Rey del 1630, che permise la riscoperta di questo precursore di Lavoisier da parte di Pierre Bayen nel XVIII secolo e la sua seconda edizione di Gobet.

​It is necessary to make a choice between all the treasures kept by this Library who is the heir of Paris’ apothecaries Library. Two of these are treasures because of their origin. These two books had been printed in Strasburg during the 16th century.
The first one is a sample of Dioscorides’ "De Materia Medica" illustrated by magnificent dropped initial capital letters representing an episode of the Bible. It was a gift made by Iohannes du Boys, the apothecary of the brother of King Henry III, the duke of Alençon. This apothecary was also the author of a kind of Pharmacopoeia, entitled, "In Methodum Miscendorum Medicamentorum".
The second treasure was a collection of many titles, most of these having been written by Valerius Cordus. This book was a part of a gift of nine, made by apothecaries from Paris. This gift, in 1570, is considered as the foundation of apothecaries’ library. The 17th century is also present with a book unique constituted of 208 pages of preprints of the second edition of Histoire Générale des Drogues by Pierre Pomet, enriched by many notes written by the author himself. This edition was not finished when Pierre Pomet died and it was never published. From the same century, for historical reasons, the Essays by Jean Rey, of 1630, must be selected. The book kept by the library is the one that has been used by Pierre Bayen to rediscover Jen Rey, a forgotten precursor of Lavoisier’s discoveries, and by Gobet to prepare a second edition of the book.



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