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Le spezierie toscane e la maiolica, di Ferdinando Marinelli

The apopthecaries of Tuscany and the majolica, by Ferdinando Marinelli

​​Lo studio relativo agli acquisti di vasi di maiolica per spezierie da parte di ospedali e conventi nel periodo medioevale e nel rinascimento ci fornisce alcune informazioni storiche su di essi. 
Quando le loro spezierie erano ancora piccole e destinate al solo uso interno le majoliche venivano acquistate dagli stovigliai, rivenditori di vari tipi di merce, ed avevano quindi decorazioni standardizzate. Con l’ingrandirsi ed aprirsi al pubblico vennero comperate direttamente dagli artigiani che le producevano (orciolai​​) e che potevano decorarle con stemmi e figure scelti dai clienti.
Le forme dei vasi di maiolica per spezierie utilizzati per conservare i medicamenti erano: albarello, utello, pilloliere, orciolo con manici, orciolo grande.
La forma dell’albarello è stata la sola originale, nata nel XIV sec. ad imitazione dei segmenti di bambù pieni di droghe medicinali che arrivavano dalla Cina. La sua forma è cambiata nel corso del tempo diventando più cilindrica e nel XVII sec. alcuni di essi erano dotati di due “rigonfiamenti”. Gli albarelli venivano chiusi con pergamena sigillata con piombo. L’utello, usato per medicamenti liquidi, aveva un tubetto per versare. Il pilloliere veniva usato per contenere pillole ed aveva una bocca larga. Gli orcioli con manici erano di varie misure e in quelli grandi i manici avevano in Toscana la forma di delfino o di drago. L’orciolo grande veniva collocato direttamente sul pavimento.
Altri articoli in maiolica venivano prodotti per l’uso interno degli ospedali, come i piattini e le broche per la mensa, gli orinatoi, le sputacchiere. 
Dallo studio dei documenti di ospedali e conventi, ad esempio quelli fiorentini di Santa Maria Novella, San Marco, Gli Innocenti, dei quali esistono ancora alcuni pezzi in maiolica, e da altri in Toscana (Santa Fina in San Gimignano, Certosa del Galluzzo nei pressi di Firenze) possiamo ricostruire la storia delle loro spezierie.

​The study of the purchases of majolicas apothecary vases by the hospitals and monasteries in the medieval and renaissance times, gives us some historical information about them.
​When their apothecaries were still small and only for internal purposes, the majolicas were purchased from "stovigliai", resellers of many different kind of goods, and had standardise decoration. With the enlarging and opening of the internal apothecaries to the general public, they were purchased directly from the artisans who produce them ("orciolai") that could decorate them with stems and figures choosen by the clients.
The shapes of the majolicas apothecary vases used to keep medicines were: "albarello", "utello", "pilloliere", "orciolo con manici", "orciolo grande".
The "albarello" shape has been the only original one, born in the XIV century imitating the segments of bamboo canes full of herbs that arrived from China. It’s shape changed during time, becoming more cylindrical, and in the XVII century some of them had two “balloons”. The "albarelli" were closed with parchment covers tied with a lead seal. The "utello", used for liquid medicines, has a small pipe to pour. The "pilloliere" was used to keep pills and has a large mouth. The "orcioli con manici" are of different sizes, and in the big one the handles have, in Tuscany, the shape of dolphins or dragon. The "orciolo grande" was kept directly on the floor.
Other majolica items where made for the internal use of the hospitals, as small plates and pitchers for the table, piss vases, spittoons.
From the study of the account documents of the hospitals and monasteries, as for example the Florentine ones of Santa Maria Novella, San Marco, Gli Innocenti, of whom some majolicas vases are still existing, and from others in Tuscany (Santa Fina in San Gimignano, Certosa del Galluzzo near Florence) we can recreate the story of their pharmacies.​



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