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L'alicorno tra farmacia, arte e letteratura: l'esempio di due biblioteche di Berna, di François Ledermann

Unicorns between pharmacy, art and literature: the example of two libraries of Bern, by François Ledermann

​​​Tra gli animali che popolano la storia della farmacia, l’unicorno occupa ovviamente un posto particolare tra scienze naturali, religione e mitologia. Ci sono numerose rappresentazioni dell’animale nell’arte e nella letteratura. Già nel "Physiologus", una raccolta paleocristiana da cui uscirono i bestiari medievali, l’unicorno simboleggia la purezza e la castità, in seguito un’allegoria dell’amore fisico. Durante il Rinascimento l’unicorno entrò nel mondo della terapia e della farmacia spesso senza perdere il suo carattere leggendario. 
Questo articolo si concentra su due biblioteche di Berna contenenti descrizioni e illustrazioni dell’unicorno. La “Burgerbibliothek” di Berna, ricca di numerosi documenti antichi, contiene un manoscritto del “Physiologus” con un testo illustrato dal titolo “De animale unicornium”. Il codice è stato prodotto nella zona di Reims, in Francia, verso l’830. La Biblioteca storica della farmacia svizzera ospita diversi volumi che menzionano l’animale, in particolare un’edizione della “"Histoire générale des drogues, traitant des plantes, des animaux, et des minéraux”, pubblicata dallo speziale parigino Pierre Pomet. L’unicorno appare anche nel volume del “Manuale di Farmacognosia” di Alexander Tschirch dedicato agli animali.
Questi esempi sottolineano la dimensione culturale di alcuni farmaci usati in passato, l’unicorno che accompagna altri prodotti del regno animale come il castoro, i serpenti, persino l’uomo.

​Among the animals that populate the history of pharmacy, the unicorn occupies obviously a particular place between natural sciences, religion and mythology. There are numerous representations of the animal in art and literature. Already in the “Physiologus”, an early Christian collection from which the medieval bestiaries came out, the unicorn symbolizes purity and chastity, later an allegory of physical love. During the Renaissance, the unicorn entered the world of therapy and pharmacy without often losing its legendary character.
This paper focuses on two libraries of Bern containing descriptions and illustrations of the unicorn. The “Burgerbibliothek” of Bern, rich of numerous elderly documents, contains a manuscript of the "Physiologus", with a text illustrated with the title “De animale unicornium”. The codex was produced in the Reims area in France around 830. The historical library of the Swiss pharmacy houses several volumes that mention the animal, in particular an edition of the “Histoire générale des drogues, traitant des plantes, des animaux, & des minéraux” published by the Parisian apothecary Pierre Pomet. The unicorn appears also in the volume of Alexander Tschirch's “Handbook of Pharmacognosy” consecrated to the animals.
​These examples underline the cultural dimension of some drugs used in the past, the unicorn accompanying other products of the animal kingdom like the beaver, the snakes, even the man.



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