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Antichi manoscritti inediti sulle “visite alle spezierie” della città di Firenze e dintorni, di Laura Vannucci

Ancient unpublished manuscripts on visits to apothecaries in the city of Florence and surroundings, by Laura Vannucci

Due leggi (1561 e 1562) istituirono nel territorio di Firenze un ufficio speciale con la funzione di ispezionare le spezierie e ne affidarono la responsabilità al Collegio dei Medici di Firenze.
Le testimonianze scritte di queste ispezioni, che erano annuali e anche straordinarie, risalgono almeno alla prima metà del diciannovesimo secolo; è questa la prova di controlli in aree le cui dimensioni variavano a seconda dell'organizzazione politico-amministrativa del tempo. Grazie a ciò sappiamo che i Veditori (ispettori, letteralmente "osservatori") erano impiegati per esaminare le licenze d'esercizio e, soprattutto, per testare le sostanze "semplici" e i "composti" in vendita, la loro qualità e quantità, anche con riferimento alle raccomandazioni del Ricettario fiorentino, probabilmente il primo codice farmaceutico ufficiale pubblicato in Italia. Gli osservatori erano soliti esaminare ogni spezieria, compresi l'ospedale e anche le spezierie religiose, se queste ultime erano aperte al pubblico. Le farmacie dovevano pagare una tassa per ogni visita degli osservatori e le ammende erano imposte in caso di violazioni della legislazione farmaceutica.
I manoscritti che registrano le ispezioni dal 1781 sono conservati dalla Biblioteca Biomedica dell'Università di Firenze; fanno parte degli "Affari" del Collegio, una collezione d'archivio che non è stata ancora completamente catalogata. Il presente lavoro è quindi il risultato di un'analisi breve e necessariamente incompleta di queste fonti, il cui valore sta nel fornire una prima ricostruzione di un aspetto storico ancora piuttosto sconosciuto delle spezierie a Firenze e della sanità pubblica toscana.

Two laws (1561 and 1562) established in the area of Florence a special office with the function of inspecting apothecaries, and entrusted it to the responsibility of the Medical College of Florence.
​Written evidence of these inspections, which were annual and extraordinary, date back as far as at least the first half of the nineteenth century; it is proof of inspections in areas whose size varied according to the political-administrative organization of the time. Thanks to it, we know that the Veditori​ (inspectors, literally "watchers") were employed to examine the licenses to practice and, above all, to test the "simple" and the "compounds" substances for sale, their quality and quantity, also with reference to the recommendations of Ricettario fiorentino, probably the first official pharmaceutical code published in Italy. The watchers used to examine every apothecary, including the hospital and even religious ones, if the latter were open to the public. Pharmacies should pay a fee for each visit of the watchers and fines were imposed in case violations of the pharmaceutical legislation aroused.
Manuscripts recording inspections since 1781 are stored by the Biomedical Library of the University of Florence; they are part of the "Affari" of the College, an archival collection which has not been fully catalogued yet. The present work is, therefore, the result of a short and necessarily incomplete analysis of these sources, whose value lies in providing a first reconstruction of a still rather unknown historical aspect of the apothecaries in Florence and the Tuscan Public Health.​​



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