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La Grande Guerra e i farmacisti dimenticati (XX Secolo – 1915/1918), di Giulia Bovone

The Great War and the forgotten pharmacists (XX Century – 1915/1918), by Giulia Bovone

La figura del farmacista durante la Grande Guerra è estremamente evanescente. Del suo operato rimangono solo poche tracce, tra presenze al fronte e nell'organico degli ospedali, a lottare contro eserciti nemici e medicamenti superati.
Già dai primi mesi di guerra, sul fronte italiano, fu palese quanto le dotazioni del Regio Esercito fossero antiquate. I reparti medici, a cui facevano riferimento anche i farmacisti mobilitati, non erano in grado di sopperire alle necessità sanitarie di un conflitto su così larga scala. Mitragliatrici, gas e granate non solo falcidiavano i soldati, ma impattavano pesantemente su una classe medica recatasi al fronte con un'impostazione sanitaria da guerra ottocentesca. I numeri dei caduti sul Fronte Occidentale avrebbero dovuto perlomeno attirare l'attenzione sul potere distruttivo delle nuove tecnologie belliche, ma la paura che la guerra finisse troppo repentinamente, lasciando fuori l'Italia dai trattati di pace, spinse ad un ingresso impreparato e cieco.
Questa mentalità ristretta si rispecchiava anche nelle dotazioni farmaceutiche degli ospedali da campo, cioè quattro sole cassette in legno con il cui contenuto questi farmacisti dimenticati dalla storia dovevano operare miracoli.​

​The figure of the pharmacist during the World War I is growing dim. Only a few traces remain of his work, between presences at the front and in the hospital staff, fighting against enemy armies and antiquated medicines.
From the first months of the war it was clear how much the Italian Royal Army's endowments were outdated. The medical departments in which were enlisted the mobilized pharmacists, weren't able to meet the health needs of a conflict on such a large scale. Machine guns, gas, and grenades not only slaughtered soldiers, but heavily impacted on a medical class that went to the front with a Nineteenth-century military health approach. The losses on the Western Front should have at least drawn attention to the destructive power of the new war technologies, but the fear that the war would end too suddenly, leaving Italy out of the peace treaties, led to an unprepared and blind entry.
The pharmaceutical equipment of field hospitals are among the many indicators of this mentality. With just the content of four wooden boxes, these pharmacists forgotten by history had to work miracles.



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